Conosciuta in generale come una delle principali risorse per il viaggiatore l’N-acetil-5-metossitriptammina meglio nota come melatonina è una molecola dalle potenzialità nutraceutiche decisamente molto interessanti che merita di essere approfondita.

Dal punto di vita funzionale, che cos’è la melatonina?

La melatonina è un ormone prodotto dall’Epifisi o ghiandola pineale (una piccola componente dell’Epitalamo posta alla base dell’encefalo) in grado di agire sull’Ipotalamo intervenendo nella regolazione del ritmo circadiano che si realizza con il ritmo sonno-veglia.

Come viene sintetizzata nell’organismo?

I processi sintetici alla base della sua produzione a partire dal triptofano vengono chiamati in causa dalla mancata percezione dello stimolo luminoso, infatti le sue fisiologiche concentrazioni tendono a salire a livello ematico con lo scendere della sera, raggiungendo i massimi livelli nella finestra temporale compresa tra le 2 e le 4 di notte, tendendo poi a decrescere progressivamente dalle prime ore del mattino con una dinamica correlata allo stimolo luminoso fornito al soggetto (infatti soprattutto l’esposizione alla luce di lunghezza d’onda compresa tra 460 e 480 nm risulta in grado di inibire la sintesi di melatonina con dinamica dose-dipendente).

Quali ruoli esercita?

Fondamentalmente agendo a livello ipotalamico la melatonina si dimostra essere un vero e proprio “controllore dei controllori” in quanto la sua azione, regolando il ritmo sonno veglia, permette di fatto una coordinata gestione di tutti gli assi ormonali correlati a partenza ipotalamica, favorendo a cascata l’equilibrio e l’efficienza di tutto il sistema endocrino. Per questi e per i motivi illustrati nel precedente paragrafo la supplementazione di melatonina  viene frequentemente utilizzata sia come primo approccio nel trattamento dei disturbi del sonno che nel management del Jet Lag, frequente nei viaggiatori che si sottopongono loro malgrado a importanti variazioni di fuso orario senza tempistiche adeguate per l’adattamento. Inoltre la melatonina esercita il ruolo di neurotrasmettitore a livello del sistema nervoso enterico, dimostrandosi molto interessante sia nel trattamento di stati spastici (per esempio delle comuni colichette dei bambini) che nella gestione (affiancata alle comuni terapie) di malattie infiammatorie croniche intestinali, questo molto probabilmente anche a cagione delle sue proprietà antiossidanti. Nell’ambito sportivo alcuni autori ritengono che l’assunzione di melatonina nella finestra compresa tra 30 e 60 minuti prima del work out a dosi comprese tra 0,5 e 3 mg sia correlata a un incremento nella secrezione di GH, riportando nei soggetti più sensibili episodi di irritabilità e sonnolenza

Come mai i dosaggi superiori a 1 mg non vengono più commercializzati sotto forma di integratori alimentari?

Il dosaggio utilizzabile negli integratori alimentari è stato portato dal Ministero della salute con circolare del 24 giugno 2013 da 5 a 1 mg per almeno due motivi:

  • Presenza in letteratura di evidenze relative a benefici al dosaggio di 1 mg come da Claim contenuto nel regolamento europeo 432/2012
  • Coesistenza nel mercato europeo di farmaci (e non integratori quindi) contenenti 2 mg di melatonina

Esistono effetti collaterali correlati all’assunzione di melatonina?

In linea generale ai dosaggi commercializzati la sua assunzione viene ritenuta sicura, nei soggetti più sensibili alcuni autori riportano la possibilità di maggiore tendenza a stati depressivi e eventualmente inibizione dell’ovulazione a cagione della down regolazione nella secrezione di GnRH, anche se è doveroso precisare che non esiste un accordo unanime su queste osservazioni. A puro titolo cautelativo, non conoscendo a priori la singola sensibilità di ogni utilizzatore, il suggerimento operativo può essere quello di ciclizzarne l’assunzione prevedendo adeguati periodi di wash out.

 

David Sugden, Davidson, Kathryn; Hough, Kate A;Teh, Muy-Teck, Melatonin, Melatonin Receptors and Melanophores: A Moving Story, in Pigment Cell Research, vol. 17, nº 5, 2004, pp. 454–60, DOI:10.1111/j.1600-0749.2004.00185.x, PMID 15357831.

 

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Dott. ALEXANDER BERTUCCIOLI 

Biologo Nutrizionista

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