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AMINOACIDI ESSENZIALI E RAMIFICATI: FUNZIONE E DIFFERENZE

Gli aminoacidi sono componenti fondamentali per la sintesi proteica e intervengono in numerose reazioni biochimiche del nostro corpo. Chi ha un minimo di conoscenze relativamente all’organismo umano, sa bene che gli aminoacidi costituiscono – di fatti – un elemento basilare per la vita.

La carenza degli amminoacidi essenziali, ovvero gli amminoacidi che l’organismo umano non è in grado di produrre a partire da altre sostanze, è incompatibile con uno stato di salute ritenuto “accettabile”: una tale carenza, infatti, porta ad alterazioni che, nel tempo, possono compromettere significativamente l’integrità e il funzionamento di organi e apparati.

Aminoacidi Essenziali: quali sono

Sono classificati come amminoacidi essenziali per l’organismo umano:

  • Fenilalanina
  • Isoleucina
  • Istidina
  • Leucina
  • Lisina
  • Metionina
  • Treonina
  • Triptofano
  • Valina

Invece

  • Arginina
  • Cisteina
  • Tirosina

Si dimostrano essenziali esclusivamente nell’infanzia, nella fase di sviluppo e in particolari condizioni patologiche.

Integrare gli aminoacidi: come e perché

Una volta puntualizzati questi aspetti e definita la fondamentale importanza degli amminoacidi nell’alimentazione, rimane da chiarire quale può essere, invece, l’impiego di diverse formulazioni di amminoacidi in ambito nutraceutico. A questo proposito può rivelarsi utile semplificare valutando tre macro-categorie: amminoacidi ramificati, amminoacidi essenziali e piccoli peptidi. 

Aminoacidi Ramificati

Più comunemente noti con l’acronimo inglese BCAA, gli aminoacidi essenziali sono nell’ordine Leucina, Isoleucina e Valina, nella classica proporzione 2:1:1, che a oggi rappresenta ancora quella maggiormente studiata in letteratura scientifica. L’impiego classicamente proposto per l’utilizzo di amminoacidi ramificati è correlato al fatto che essi rappresentano la stragrande maggioranza degli amminoacidi presenti a livello muscolare. Particolare interesse da questo punto di vista, riveste la presenza della Leucina, ritenuta come uno dei fattori maggiormente in grado di stimolare i processi anabolici sia per la sua azione su m-Tor, sia per la sua capacità di stimolo nella secrezione di insulina

Effetti dell’integrazione di aminoacidi ramificati

La letteratura scientifica dimostra come la supplementazione di amminoacidi ramificati, generalmente nell’ordine di 1 g/10 kg di peso corporeo (sull’atleta in condizione ovviamente), sia correlato al supporto dei processi anabolici, alla prevenzione di fenomeni catabolici e – secondo alcuni autori – alla riduzione della fatica centrale. Quest’ultimo aspetto, però, è stato fortemente messo in discussione da una parte della letteratura scientifica degli ultimi anni. Gli amminoacidi ramificati possono, inoltre, costituire una fonte di stimolo sia alla secrezione di insulina, sia ai composti glucogenetici, da cui l’organismo riesce a ottenere scheletri carboniosi per la sintesi di glucosio.

Aminoacidi ramificati: le diverse formulazioni disponibili

Sono state recentemente messe in commercio formulazioni con proporzioni diverse dalla classica 2:1:1, come 4:1:1, 8:1:1 e così via. E’ imrtante puntualizzare come a oggi non esista una letteratura scientifica solida come quella presente per i 2:1:1. Tuttavia, a livello razionale ed anedottico, l’impiego di queste miscele potrebbe comunque essere previsto nelle fasi post allenamento, dove l’enfasi relativa alla presenza di Leucina potrebbe mostrarsi molto interessante, riservando i 2:1:1 per le applicazioni anti-cataboliche preworkout, fase dove un eccessivo stimolo Leucinico potrebbe mostrarsi non ideale.

Sintetizzando, le modalità consigliate di assunzione relativamente agli aminoacidi ramificati sono:

  • 2:1:1 => pre workout
  • 4:1:1 e 8:1:1 => post workout
 

Amminoacidi essenziali

Gli aminoacidi essenziali sono studiati in letteratura scientifica principalmente per il loro valore anticatabolico e antiastenico a livello generale: una loro carenza, infatti, può compromettere tutte le funzioni fisiologiche dipendenti. Generalmente l’utilizzo degli aminoacidi essenziali è correlato a effetti molto più generali rispetto a quello previsto per i ramificati: essi intervengono, oltre che nel supporto della funzione muscolare, anche nel supporto della funzione del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario, dell’apparato digerente, dell’apparato respiratorio e così via. Per questo l’impiego di integratori di aminoacidi essenziali è solitamente riservato al completamento di quanto fatto con l’alimentazione o al supporto di atleti sottoposti ad attività marcatamente usuranti, dove la preoccupazione non è esclusivamente quella del recupero muscolare e della prevenzione del catabolismo, ma piuttosto quella di prevenire un deterioramento generale che possa favorire l’insorgenza di sovrallenamento o di specifiche patologie.

La modalità di assunzione consigliata per gli aminoacidi essenziali è libera, ovvero in qualunque momento della giornata (pre, during o post workout)


Piccoli peptidi

Definiamo come di-peptidi e tri-peptidi le catene di due o tre amminoacidi. Il loro impiego, generalmente, è correlato a tre specifiche tipologie di effetti:

  • la possibilità di ottimizzare l’assorbimento sfruttando canali diversi da quelli utilizzati per gli amminoacidi liberi;
  • la capacità di sfruttare particolari stimoli fisiologici, diversi in base della miscela considerata;
  • l’aumentata stabilità mostrata da alcuni di-peptidi rispetto a singoli aminoacidi liberi. Ad esempio nel caso del di-peptide L-Alanyl-L-Glutamina (commercializzata come “Sustamina”), che si è dimostrata più stabile in soluzione acquosa rispetto alla singola L-Glutammina.

Modalità di assunzione consigliate per i piccoli peptidi: pre e durante il workout.


Quindi, quali aminoacidi scegliere?

Come sempre in campo scientifico, non esiste una soluzione unica ma tutto dipende dagli obiettivi e dalle caratteristiche specifiche dell’atleta. Un consiglio può essere quello di approfondire  gli aspetti di base appena discussi, chiedendo eventualmente anche il supporto di nutrizionista. In questo modo sarà possibile individuare la soluzione (o meglio le soluzioni) più adatte alle specifiche necessità di ogni tipologia di atleta, sia per quanto riguarda la composizione che il timing di assunzione per gli integratori di aminoacidi.

 

Dott. Alexander Bertuccioli

Biologo Nutrizionista

Riproduzione vietata
 
 

BIBLIOGRAFIA

  • Young VR, Adult amino acid requirements: the case for a major revision in current recommendations (PDF), in J. Nutr., vol. 124, 8 Suppl, 1994, pp. 1517S–1523S, PMID 8064412.
  • Imura K, Okada A, Amino acid metabolism in pediatric patients, in Nutrition, vol. 14, nº 1, 1998, pp. 143–148, DOI:10.1016/S0899-9007(97)00230-X, PMID 9437700.

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