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BENEFICI DELL'ACETIL-CARNITINA - DOTT.MASSIMO SPATTINI

BENEFICI DELL'ACETIL-CARNITINA - DOTT.MASSIMO SPATTINI

È una molecola di l-carnitina legata ad un gruppo acetile. Nell’organismo deriva dalla reazione tra L-carnitina e Acetil-Coa derivante dal processo di beta ossidazione degli acidi grassi nella matrice mitocondriale (enzima coinvolto la carnitina acetiltransferasi). Fisiologicamente l’esercizio aumenta i livelli di acetil-l-carnitina (ALC) ma soggetti obesi, con problemi di salute o che abbiano passato i 30 anni dovrebbero pensare di integrarla.

 

L’effetto ergogenico si esercita attraverso:

-          Incremento diretto dell’attività degli enzimi che partecipano alla respirazione cellulare

-          Riduzione del dolore muscolare indotto dall’esercizio fisico

-          Riduzione dell’incremento della FC (Frequenza Cardiaca) massimale

-          Incremento della resistenza agli sforzi prolungati

-          Diminuzione della formazione di radicali liberi da esercizio fisico

-          Incremento dell’efficienza metabolica (miglior utilizzo delle molecole ad alta energia)

-          Incremento dell’ossidazione dei grassi durante l’esercizio

-          Incremento dell’efficienza sull’ossidazione degli zuccheri

-          Diminuzione del rapporto lattato/piruvato con incremento della disponibilità energetica a livello cellulare

-          Miglioramento dell’uptake di CoA nel mitocondrio durante la beta ossidazione dei grassi

-          Incremento della produzione di acetilcolina e possibile azione colino-mimetica

-          Stimolazione della sintesi dei fosfolipidi di membrana

 

EVIDENZE

In condizioni di stress protratto come anche nel sovrallenamento si abbassano testosterone e GH e cresce invece il cortisolo.
L’acetil-l-carnitina (ALC) può essere un intervento corretto per attenuare l’abbassamento del Testosterone. Due grammi di ALC favorirebbero l’espressione dei recettori per gli androgeni in concomitanza dell’allenamento coi pesi. Durante l’allenamento coi pesi infatti il Testosterone ematico diminuiva in funzione di un’aumentata captazione cellulare a livello dei muscoli coinvolti nell’allenamento. Questo sarebbe un segnale per l’organismo di aumentare la produzione di Testosterone endogeno. In condizioni di stress protratto ALC sarebbe in grado di prevenire a livello ipofisario l’abbassamento di LH (gonadotropina ipofisaria responsabile della produzione di testosterone). ALC avrebbe anche un effetto sulla modulazione stessa dei livelli di Cortisolo favorendo un aumento dei recettori periferici in modo da stimolare un feedback negativo sulla produzione di ACTH (corticotropina ipofisaria responsabile della stimolazione alla produzione di cortisolo da parte dei surreni). L’effetto finale sarebbe migliorare il rapporto testosterone/cortisolo con una riduzione del catabolismo muscolare. Se ALC è assunta nel post workout con ramificati e glutammina è quindi efficace nel contrastare l’azione del Cortisolo indotto dall’allenamento. Nelle diete ipocaloriche coadiuva il dimagrimento favorendo l’ingresso degli acidi grassi nei mitocondri. Questo favorisce anche un miglior bilancio delle energie durante la giornata e un miglior utilizzo delle sostanze azotate (maggior sintesi proteica e minor catabolismo proteico). Oltre a ciò una somministrazione pari a 1-3 gr di ALC si è dimostrata utile nell’indurre un aumento di Ossido Nitrico (ON) e potrebbe essere correlata ad un aumento dell’ossigenazione nel tessuto muscolare.

In sintesi l’acetil-carnitina favorisce il trasporto degli acidi grassi all’interno del mitocondrio per essere ossidati. Una sua supplementazione di 2 grammi al giorno in centenari ha migliorato la sensazione di fatica fisica e mentale, ha migliorato la composizione corporea e le funzioni cognitive.

Una review ha raccolto e valutato degli studi per vedere l’efficacia della carnitina nell’obesità, nel diabete e sulla performance fisica. Si è visto che negli obesi la carnitina permette una perdita di peso maggiore ed aiuta la normalizzazione del profilo lipidico (migliora soprattutto i trigliceridi). In uno studio su animali che seguivano una dieta alta in grassi, la carnitina ha permesso di abbassare i livelli di leptina ed il grasso addominale su queste cavie. La dose dovrebbe essere 100-200 mg per Kg di peso corporeo (circa 1-2 gr die).  

Massimo Spattini

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Specialista in Medicina dello Sport 


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