Gli acidi grassi omega 3  sono diventati una risorsa nutraceutica piuttosto nota, sfruttati in diversi ambiti, da quello salutistico a quello sportivo, il loro utilizzo nel campo medico sembra essere una realtà consolidata. Ma, come per ogni cosa che entra a far parte della nostra quotidianità, è bene essere a conoscenza di tutti gli aspetti basilari in modo da capirne meglio gli effetti e pianificarne l’utilizzo.

1. Come sono composti gli Omega 3 

Innanzitutto è fondamentale tenere a mente un concetto apparentemente banale, ma alla base di ogni considerazione: quando decidiamo di assumere un prodotto a base di acidi grassi omega 3 generalmente ci riferiamo a 3 diverse sostanze:

  • Acido docosaesaenoico (DHA)
  • Acido eicosapentaenoico (EPA)
  • Acido alfa-linolenico (ALA)

Questi 3 acidi grassi polinsaturi hanno dimostrato in numerosi contesti diversi effetti positivi sull’organismo umano, alcuni talmente importanti da farli considerare addirittura vitali per diverse funzioni.

2. Perchè è importante integrare?

Dal punto di vista tecnico sono ritenuti sostanze essenziali, ovvero sostanze che l’organismo umano non è in grado di produrre, ed è quindi necessario introdurre mediante l’alimentazione oppure l’integrazione alimentare.

3. Le principali fonti alimentari di Omega 3

Le principali fonti alimentari di queste sostanze sono i pesci (in particolare quelli grassi che normalmente vivono in acque fredde), la frutta oleosa, secca, i semi (con diversi livelli di concentrazione), le carni di alcuni animali selvatici o comunque allevati a terra all’aperto (per esempio tacchino selvatico) ed alcune piante.

Un’adeguata assunzione di omega 3 si rivela fondamentale sin dalle prime fasi della vita, sin dai primi momenti dopo il concepimento, infatti, sono necessari per uno sviluppo funzionale e per il funzionamento del cervello.

4. Se sei vegetariano puoi prendere un integratore contenente ALA 

L’ALA si dimostra generalmente la prima scelta per vegetariani e vegani, in quanto si ottiene da fonti vegetali, contrariamente all’ EPA e al DHA. Occorre comunque tenere in considerazione il fatto che questo acido grasso si comporta nell’organismo come precursore di EPA e DHA, l’efficienza della sua conversione nei prodotti finali dipenda dalla soggettiva capacità di esprimere almeno 2 enzimi, ovvero le reduttasi e le de-saturasi, mediamente il 7% di ALA viene convertito in EPA di cui successivamente l'1% viene convertito in DHA. La parte di ALA non convertita, comunque, può essere ancora utilizzata dall’organismo esercitando effetti positivi dal punto di vista della modulazione dei processi infiammatori e della prevenzione cardiovascolare.

5. In alternativa agli Epa e Dha, esistono gli omega 3 derivati dalle alghe

In alternativa esistono anche integratori di EPA e DHA derivati da fonti vegetali come le alghe, anche se ancora non sono disponibili dati relativi alla sicurezza della materia prima ed alle eventuali contaminazioni come per i prodotti di origine animale.

Infatti gli integratori di EPA e DHA, utilizzati da maggior tempo, sono generalmente ottenuti dalla lavorazione del pesce, dalla quale si ricava una sostanza oleosa solitamente formulata sotto forma di “perle” in soft gel. L’olio purificato, ottenuto dalla purificazione del pesce, in un prodotto di buona qualità dovrebbe avere un tenore complessivo di EPA+DHA del 60%, questa costituisce la quota basilare a cui possono aggiungersi altri acidi grassi della serie omega 3.

6. EPA/DHA in rapporto 2:1 o 3:1?

Il rapporto EPA/DHA generalmente consigliato dalla maggior parte degli autori per le applicazioni generali e salutistiche (tra cui il Dott. Barry Sears inventore della dieta a zona) è di 2:1, mentre il rapporto 3:1 viene impiegato per particolari condizioni legate a specifici problemi di salute.

7. Come vengono estratti: Trigliceridi o Estere Etilico?

Altro aspetto essenziale da considerare è quello relativo alla forma in cui gli omega 3 vengono estratti, infatti possono essere ottenuti in forma di Trigliceridi o Estere Etilico. Gli omega 3 in forma di trigliceridi si dimostrano più costosi da realizzare, in quanto richiedono un processo produttivo molto più sofisticato, ma ne vale la pena perchè in questa forma mostrano il grande vantaggio di avere un più rapido assorbimento. L’estere etilico invece è una forma più semplice ed economica, ma per il suo assorbimento è richiesto un processo metabolico aggiuntivo rispetto alla forma di trigliceride.

8. Quali sono i benefici di EPA e DHA?

L’EPA generalmente si dimostra utile nella modulazione dei quadri e dei fenomeni infiammatori, con importanti benefici rispetto a quanto ottenibile con DHA e con ALA, mentre il DHA si dimostra maggiormente utile nello sviluppo e nel sostegno del sistema nervoso e delle funzioni cognitive, mostrando interessanti applicazioni addirittura nel caso di importanti problematiche quali quadri depressivi o disturbi psichiatrici. Conoscendone le caratteristiche essenziali sarà quindi possibile selezionare e utilizzare integratori a base di omega 3 in maniera pienamente consapevole con cognizione di causa.

 

A DeFilippis, L Sperling, Understanding omega-3's, in Am Heart J, vol. 151, 2006, pp. 564-570.

Goyens, P.L.L (2007). "α-Linolenic Acid Metabolism in Humans" (PDF). NUTRIM. Summary, 127-129 (140). http://digitalarchive.maastrichtuniversity.nl/fedora/get/guid:8c964918-da21-4d12-b34b-ce8f482fa23f/ASSET1

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Dott. Alexander Bertuccioli
Biologo Nutrizionista

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