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SPORT, INTEGRAZIONE E BUONUMORE

Il ruolo dello sport per contrastare i disturbi dell’umore è un argomento che negli ultimi anni è stato ampiamente dibattuto. Si tratta di una questione di estrema attualità in quanto tali disturbi colpiscono – in diverse forme – una larga fetta della popolazione.

Oggi si è arrivati a parlare dell’attività fisica come di una vera e propria “terapia” che, insieme ad un corretto approccio alimentare e quando necessario farmacologico, permette di prevenire e eventualmente risolvere molte manifestazioni dei disturbi dell’umore.

SPORT E UMORE: LE NEUROTROFINE

Ma perché l’attività fisica dovrebbe avere effetti positivi nel controllo dell’umore?
Indagini autoptiche effettuate su pazienti depressi hanno evidenziato in diverse aree cerebrali una carenza nella produzione di importantissime sostanze in diverse aree cerebrali (1) : le neurotrofine.
Ma che cosa sono le neurotrofine?

Le neurotrofine sono una famiglia di proteine fondamentali per una corretta funzionalità delle cellule cerebrali a cui appartengono principalmente:


•    NGF (nerve growth factor – la grandiose scoperta della Professoressa Rita Levi Montalcini )
•    BDNF (brain derived neurotrophic factor)
•    NT3 e NT4 (neurotrophins 3 e 4)


Ma cosa hanno a che fare le neurotrofine con l’attività fisica?
Sembra molto più di quello che si poteva immaginare, infatti diversi studi presenti in letteratura hanno dimostrato come l’attività fisica sia estremamente efficace nella riduzione di una vasta gamma di fenomeni depressivi.

Diversi autori hanno evidenziato come alcune settimane di attività fisica sia aerobica che anaerobica permettano nel complesso un progressivo miglioramento della sintomatologia nei pazienti depressi (2) (3).
Particolarmente interessante si rivela in merito lo studio condotto da Martinsen in quanto ha evidenziato come, sia i gruppi trattati con esercizio aerobico che quelli trattati con esercizio anaerobico, abbiano avuto dopo un periodo di 8 settimane di allenamento una regressione della sintomatologia del tutto sovrapponibile.

Numerosi altri autori inoltre, valutando una significativa correlazione tra pratica di attività fisica e produzione di neurotrofine, hanno confermato sperimentalmente come l’incremento nei livelli di attività fisica sia in grado di aumentare i livelli di produzione di BDNF, NGF nell’ippocampo (una componente del sistema nervoso centrale fondamentale nei processi legati all’emotività, alla memoria ed ad alcune funzioni logico matematiche)(4) (5).
Al contrario i loro risultati hanno confermato come l’inattività riduca nello stesso modo l’espressione di queste sostanze.


ATTIVITA' FISICA E INTEGRAZIONE CONTRO I DISTURBI DELL'UMORE

Sembra quindi che l’attività fisica possa rappresentare anche in questo campo una sorta di vera e propria forma di “terapia” per alcuni disturbi dell’umore e a volte anche del comportamento.
Ma come fare quando proprio non riusciamo a “iniziare un programma di allenamento”?
Molto probabilmente possiamo cambiare il modo di vedere le cose e anziché dire “non mi alleno perché sono giù di morale” dovremmo iniziare a dire “sono giù di morale perché non mi alleno”.

Quindi, partendo da questa consapevolezza, occorre mettere in ordine alcuni aspetti essenziali per preparare l’organismo alla ripresa delle attività:

1) Adeguato apporto di aminoacidi essenziali: molte più persone di quanto si pensi mostrano alimentazioni molto ricche dal punto di vista quantitativo ma non dal punto di vista qualitativo.
Per questo motivo diventa molto importante assicurarsi di assumere adeguati livelli di tutti gli aminoacidi essenziali.

2) Adeguato apporto di vitamine del gruppo B: Fondamentali a tutti i processi dove richiesta la produzione di energia. Particolarmente importanti soprattutto a livello del sistema nervoso centrale, ma anche nei processi di produzione dei globuli rossi, dove spesso si considera solo la materia prima (il ferro) ma non tutto quello che serve per completare la produzione (le vitamine del gruppo B e gli aminoacidi).

3) Adeguato apporto di Carnosinaβ-alanina: La Carnosina rappresenta una sostanza fondamentale per la pratica dell’attività fisica in quanto esercitando una funzione tampone a livello muscolare permette un incremento della capacità di lavoro. Tanto utile nell’atleta avanzato ma sicuramente fondamentale anche nel soggetto decondizionato dove si mostra un importante aiuto nel sostenere il corretto svolgimento dell’attività. Anche il suo precursore ovvero la β-alanina può assolutamente essere utilizzata a tale scopo con dosaggi però decisamente superiori.

Questo approccio rappresenta il “minimo sindacale” per mettere l’organismo nelle condizioni di ripartire con un equilibrato e graduale ritorno all’attività fisica.

Può essere difficile, però, controllare questi tre aspetti se non adeguatamente seguiti da un nutrizionista: in molti casi la soluzione più utile e pratica sarebbe ricorrere ad un adeguato programma di integrazione alimentare con cui completare quanto correttamente fatto con l’alimentazione.



Quindi l’allenamento – soprattutto se supportato e sostenuto da un adeguata alimentazione e da un idoneo programma di attività fisica – può rivelarsi un potente alleato nel contrastare i disturbi dell’umore, o eventualmente nel coadiuvare un trattamento farmacologico e/o psicoterapico volto alla risoluzione di un disturbo di maggiore entità.

 

 

Dott. ALEXANDER BERTUCCIOLI 

Biologo Nutrizionista

Riproduzione vietata

 


1)    Duman R, Malberg J, Nakagawa S, Dı´Sa C  (2000)  Neuronal plasticity and survival in mood disorders. Biol Psychiatry 48:732–739.
2)    Legrand, F., Heuze, J. P., (2007). Antidepressant Effects Associated With Different Exercise
3)    Martinsen, Hoffart, A. & Solberg, O. (1989b) Aerobic and non-aerobic forms of exercise in the treatment of anxiety disorders. Stress Medicine, 5,    115–120.
4)    Russo-Neustadt A, Beard RC, Cotman CW. Exercise, antidepressant medications, and enhanced brain derived neurotrophic factor expression. Neuropsychopharmacology. 1999;21(5):679–682
5)    RADAK  Z, TOLD  A, SZABO  Z, SIAMILIS  S, NYAKAS  C,SILYE  G, JAKUS  J AND  GOTO  S. 2006.   The effects of training and detraining on memory, neurotrophins and oxidative stress markers in rat brain. Neurochem Internat 49: 387–392.



 



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