Il magnesio è un elemento chimico essenziale per il nostro organismo e in ordine di abbondanza nel corpo umano si trova all’undicesima posizione. Oltre a far parte della struttura scheletrica, entra in gioco come cofattore enzimatico in più di 300 reazioni chimiche che includono la sintesi proteica, il funzionamento della pompa sodio-potassio (Na+/k+ ATPasi) e la trasmissione degli impulsi nervosi: la carenza di magnesio può quindi alterare l’omeostasi di diversi sistemi.

Ad esempio una carenza cronica di magnesio sembra essere associata a patologie del sistema cardio-vascolare come l’aterosclerosi, ad una maggiore suscettibilità delle cellule allo stress ossidativo ed anche al diabete di tipo 2 poiché bassi livelli di magnesio inducono una maggior produzione di insulina da parte delle cellule pancreatiche.

Il magnesio presente nel nostro organismo ammonta a circa 22-26 g e si trova principalmente nelle ossa che ne contengono circa il 60%, il 38% circa è contenuto nelle cellule dei tessuti molli e il restante 2% si trova nei compartimenti extracellulari, compreso il plasma.

Si stima che il fabbisogno giornaliero si aggiri intorno ai 300-500 mg, ma può aumentare. L’ipomagnesemia, cioè un abbassamento dei livelli sanguigni di Mg, una condizione che può condurre anche a gravi aritmie cardiache, si può verificare in gravi stati carenziali; normalmente i livelli sanguigni di magnesio rimangono costanti. Essi vengono infatti regolati sulla base dell’introito alimentare e dell’escrezione dell’elemento, perché il corpo attinge alle scorte sistemiche per riportare i valori nella norma. È perciò fondamentale assicurare giornalmente il corretto apporto di magnesio. Una carenza lieve può non intaccare i valori plasmatici ma può comunque essere alla base di numerosi disturbi.

Dobbiamo tenere presente che vi sono alcuni fattori che possono influenzare sia l’assorbimento, che avviene principalmente nell’intestino tenue, che l’escrezione urinaria. Ad esempio l’abuso di alcol, malattie del tratto gastrointestinale come il morbo di Crohn, malattie della tiroide, farmaci diuretici e lassativi, farmaci inibitori di pompa per la protezione della mucosa dello stomaco e l’acido fitico e ossalico in alcuni alimenti, possono tutti concorrere ad un fabbisogno aumentato di magnesio.

Come possiamo accorgerci di avere una carenza di magnesio? 10 segni e sintomi di una possibile carenza:

1)      Debolezza: il magnesio è necessario per il funzionamento di enzimi responsabili della sintesi di ATP la quale, inoltre, per diventare attiva ha bisogno di legarsi a uno ione magnesio Mg2+; la carenza di questo elemento interferisce quindi con il metabolismo energetico e può tradursi in affaticamento, debolezza, confusione mentale e difficoltà a mantenere la concentrazione;

2)      Crampi muscolari, intorpidimento o formicolii agli arti: questo è il sintomo più comune. Il magnesio infatti si oppone all’attività del calcio: mentre quest’ultimo ha la funzione di far contrarre i muscoli, il magnesio ne permette il rilassamento. Se, quindi, non ce n’è a sufficienza, la muscolatura si irrigidisce e fatica a rilassarsi, il che si traduce in crampi e spasmi.

3)      Pressione sanguigna alta - ipertensione: il magnesio interagisce con numerosi enzimi responsabili della funzionalità vascolare e cardiaca. Una sua carenza può indurre, tra l’altro, eccessiva costrizione della muscolatura liscia dei vasi sanguigni (per l’azione antagonista tra calcio e magnesio del punto precedente, ma non solo), eccessiva produzione di molecole pro-infiammatorie, diminuzione della produzione di ossido nitrico (indispensabile per la funzionalità dei vasi sanguigni), abbassamento dei livelli di potassio e innalzamento dei livelli di sodio. Tutti questi segni influenzano il tono, la contrattilità e la reattività delle arterie e sommandosi concorrono allo sviluppo dell’ipertensione; inoltre una carenza di Mg2+ sottovalutata può causare nel tempo calcificazione delle arterie e concorrere dunque allo sviluppo di malattie cardiache;

4)      Ansia e depressione sono talvolta associabili ad una carenza di magnesio. Il suo deficit provoca infatti l'apertura dei canali del calcio N-metil-D-aspartato (o NMDA), causando sofferenza neuronale e disfunzioni che possono manifestarsi con cefalea, ansia e irritabilità, finanche alla depressione post-partum. Negli studi che hanno preso in esame tali correlazioni, la somministrazione orale di magnesio ha portato a risultati paragonabili a quelli dei farmaci anti-depressivi;

5)      Difficoltà ad addormentarsi - insonnia - disturbi del sonno; Il magnesio svolge un ruolo rilassante e può contribuire a migliorare la qualità del sonno. Nel sistema nervoso il Mg2+ , tra le altre funzioni, permette il funzionamento dei recettori del GABA: l’Acido Gamma Ammino Butirrico  è responsabile nella regolazione dell'eccitabilità neuronale in tutto il sistema nervoso. In gergo è detto neurotrasmettitore “inibitorio” e cioè, in poche parole, permette al cervello di passare ad uno stato di riposo.

6)      Alterazioni a carico della digestione e in particolare della motilità del tratto digerente; un deficit di magnesio può anche aumentare la produzione di molecole infiammatorie e rendere il sistema gastrointestinale più suscettibile all’azione dello stress ossidativo; ciò può portare sia a spasmi intestinali che a ipomotilità e quindi stitichezza;

7)      Osteoporosi - alterazione omeostasi ossea: non si tratta di un sintomo facile da riconoscere, perché spesso è un problema che viene sottovaluato e preso in esame quando la salute ossea è già compromessa; inoltre quando si parla di ossa si pone sempre l’accento sul calcio, trascurando l’importanza del magnesio. Se è vero che poco calcio induce una demineralizzazione ossea, è anche vero che senza magnesio il calcio fatica ad essere assorbito e immagazzinato nelle ossa. Lo ione Mg2+ è infatti indispensabile per: assimilazione della vitamina D e funzionamento dell’ormone calcitonina;

8)      Alterazioni del ciclo mestruale, sindrome premestruale: vista l’importanza che il magnesio riveste, non stupisce che una sua carenza possa anche indurre dei problemi a carico del sistema ormonale. In concomitanza con i picchi di estrogeni e progesterone che si verificano circa a metà nel ciclo ovarico (una settimana prima della mestruazione), i livelli di magnesio tendono a scendere. Questo per molte donne si traduce in quei sintomi che prendono il nome di “sindrome premestruale” (PMS) e che comprendono, fra l’altro, la ricerca di dolci. Si ipotizza che la ricerca in particolare di cioccolato, fonte di magnesio, possa essere un modo inconsapevole di colmarne la carenza. Anche i crampi e i mal di testa, spesso tipici di questa fase, sono ascrivibili ad un deficit di Mg2+

9)      Nausea gravidica: le nausee mattutine che a volte colpiscono le donne in gravidanza sembrano essere anch’esse associate a livelli di magnesio non adeguati. Assumendo una corretta e contestualizzata integrazione di magnesio, tenderebbero a diminuire.

10)   Altre carenze di minerali: nel nostro organismo le funzionalità di molti minerali e vitamine sono fra loro associate ed il magnesio fa spesso da connessione permettendogli di lavorare in sinergia mantenendo l’omeostasi. Se quindi viene a mancare ne possono risentire i metabolismi di calcio, potassio, vitamina K, vitamina D e molti altri.

Tutti i segni appena elencati possono essere migliorati, se non risolti, assumendo corrette quantità di magnesio, tale da coprirne la carenza o l’aumentato fabbisogno.

Dott.ssa Laura Pistolesi
Biologa Nutrizionista


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