Quella che comunemente definiamo pelle in anatomia viene definita apparato tegumentario e rappresenta uno degli organi più estesi dell’organismo, ricoprendo nel contempo una complessa serie di funzioni, essenziali alla sopravvivenza tra cui:

  • Barriera con l’ambiente esterno : sia di carattere fisico (raggi UV, calore), meccanico (urti, sfregamenti ecc), chimico (sostanze aggressive, polveri, detergenti ecc) che di carattere osmotico (perdita di fluidi, elettroliti e altre sostanze), permettendoci di scambiare solamente quanto desiderato con l’ambiente esterno e di resistere senza avere danni a molteplici fattori ambientali

 

  • Regolazione della temperatura cutanea: attuata selettivamente mediante irragiamento, convezione e traspirazione, tutte ovviamente a carico della cute

 

  • Difesa immunitaria: dovuta sia alla sua peculiare composizione cellulare sia alla sua capacità di ospitare il microbiota cutaneo, ovvero l’insieme di batteri che convivono pacificamente con il nostro organismo impedendo l’ingresso di microrganismi patogeni

Dal punto di vista anatomico la cute è costituita da tre diversi strati: l’epidermide, il derma e l’ipoderma, ognuno con peculiari caratteristiche che lo contraddistinguono:

  • Epidermide: Strato più esterno, formato da diversi strati di cellule che si differenziano nel loro percorso dallo strato basale a quello superficiale acquisendo cheratina , resistenza meccanica e perdendo vitalità, man mano che a livello basale vengono formate nuove cellule pronte a sostituirle, rappresentano la prima forma di interfaccia e di difesa con l’ambiente esterno.
  • Derma : Strato costituito da un alta percentuale di tessuto connettivo  (con notevole presenza di collagene ed elastina), fibroblasti, cellule immunitarie, ghiandole (sebacee, sudoripare ecc), strutture basali di peli e capelli (bulbo, muscolo erettore del pelo, vasi e nervi), ospita inoltre una significativa componente vascolare.

  

  • Ipoderma:  Strato più profondo, costituito in prevalenza da componente connettiva e componente adiposa, ospita componenti nervose, linfatiche e vascolari.

Esistono numerosi fattori in grado di agire come agenti lesivi  in grado di contribuire all’invecchiamento e al deterioramento cutaneo, tra cui è possibile ricordare principalmente:

  • Esposizione alla luce solare
  • Alimentazione sbilanciata qualitativamente e quantitativamente
  • Tabagismo
  • Inquinamento Abientale

L’esposizione alla luce solare molto probabilmente rappresenta la principale e più comune criticità, per cui richiede una trattazione più approfondita. La luce solare è composta da raggi  cosmici, raggi gamma,  raggi X, radiazioni ultraviolette (UVA, UVB e UVC), radiazioni infrarosse e radiazioni a radiofrequenza, che viaggiano nello spazio come onde elettromagnetiche e vengono classificate rispettivamente sulla base della lunghezza d’onda. Il 40% della quota di radiazioni che raggiunge la terra costituisce la luce visibile, il 55% l’infrarosso e il 5% le radiazioni ultraviolette (o UV). Le UV sono a loro volta suddivisibili in UVA (99%) e UVB (1% ) mentre le UVC non raggiungono la terra in quanto arrestate dallo strato di ozono. Ovviamente queste percentuali possono variare in relazione a diverse tipologie di fattori tra cui principalmente:

  • Altezza del sole in base all’ora del giorno, alla stagione e alla latitudine)
  • Altitudine
  • Nuvolosità
  • Regione geografica
  • Presenza di Superfici riflettenti
  • Porzione di cielo visibile

In pratica le 2 principali radiazioni con è normalmente possibile venire con l’esposizione solare sono 2: UVA e UVB:

  • UVA Capaci di penetrare fino  al  derma. Attraversando l’epidermide provocano  la pigmentazione favorendo la maturazione della melanina già presente. A livello del derma si disperdono e vengono assorbite.

 

  • UVB  Capaci di arrivare all’epidermide, dove stimolano la produzione di nuova melanina dalla cellula deputata a questa funzione(melanocita). Trasportando una notevole quantità di energia, sono determinanti nel favorire l sviluppo di  problematiche cutanee come fotoinvecchiamento, eritema ecc.

Quali sono quindi le principali risorse nutraceutiche, impiegabili nella prevenzione dei danni correlati all’esposizione solare, in pratica quali sostanze possono contribuire nel difendere efficacemente la cute?

 

  • Vitamina A: vitamina liposolubile (con capacità di depositarsi a livello sottocutaneo), con importantissime capacità nel supportare le fisiologiche capacità di difesa antiossidante, è importante ricordare come esista la possibilità di sovradosaggio di vitamina A , potenzialmente alla base di effetti negativi anche gravi, per cui è  preferire l’utilizzo di prodotti tecnici con formula opportunamente valutata evitando il “fai da te” sia come composizione che come dosaggio.

 

  • Vitamina E : vitamina liposolubile (con capacità di depositarsi a livello sottocutaneo), che costituisce una delle principali difese dell’organismo dallo stress ossidativo in particolare a livello delle membrane cellulari. Una sua equilibrata assunzione contribuisce quindi nel mantenimento di una buona capacità di risposta allo stress ossidativo difendendo gli elementi essenziali all’integrità delle membrane. Anche in questo caso il sovraddosaggio non è privo di effetti collaterali a lungo termine per cu è preferibile utilizzare prodotti tecnici con formula opportunamente studiata.

 

  • Vitamina C: Vitamina idrosolubile, che ricopre almeno due ruoli essenziali per la salute delle cute, intervenendo sia come elemento indispensabile alla sintesi di collagene, sia come principale molecola utilizzata nella risposta allo stress ossidativo in ambiente idrofilo, cioè all’interno della cellula. Il suo sovradosaggio non costituisce generalmente un problema rilevante in quanto normalmente smaltita con la minzione, questo non autorizza comunque un utilizzo scriteriato che seppure non propriamente dannoso, si rivela quantomeno inutile, suggerendo comunque la logica ragionata del prodotto tecnico.

 

  • Licopene: sostanza liposolubile derivata dal pomodoro che costituisce uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura, la sua efficacia nell’organismo umano è correlata alla forma cys non presente nel prodotto crudo (quindi non è sufficiente mangiare pomodori), ma ottenibile mediante riscaldamento e cottura, si mostra quindi preferibile utilizzare un prodotto tecnico onde garantire sia la corretta formulazione sia l’adeguata presenza di licopene.

 

  • Coenzima Q10: Sostanza antiossidante lipofila ma soprattutto componente essenziale nel trasporto di elettroni necessario alla produzione di energia sia nell’ambito della fosforilazione ossidativa sia nell’ambito del ciclo di Krebs. Il suo utilizzo quindi si  mostra particolarmente funzionale nel prevenire l’incremento dello stress ossidativo soprattutto in presenza di importanti livelli di attività fisica. Il supporto alla produzione di energia costituisce inoltre una strategia molto interessante nel contrastare i fenomeni di invecchiamento e deterioramento cellulare, soprattutto a livello di cellule caratterizzate da scarse capacità di ricambio

 

  • Collagene idrolizzato: Il collagene idrolizzato permette di sfruttare mediante un meccanismo di mimetismo molecolare, una naturale capacità dell’organismo; quella di riparare danni al tessuti derivanti dalla disgregazione appunto di strutture ricche in collagene. In pratica come funziona? Mediante l’integrazione si forniscono le stesse combinazioni di sostanze (generalmente piccoli peptidi) rilevati dall’organismo in seguito a danni su strutture ricche in collagene, attivando a livello generalizzato la sua sintesi da parte dei fibroblasti, mettendo quindi di fatto in atto una sorta di processo di riparazione continuo.

Le sfide per una corretta salute delle pelle sono sicuramente tante, ma anche le risorse a disposizione per organizzare una funzionale strategia di supporto e difesa, se utilizzate con intelligenza, le soluzioni proposte possono costituire un valido aiuto in tal senso.