L'impatto del peso sulla prestazione

Gli sport in cui è richiesta la più bassa percentuale di grasso corporeo sono quelli in cui il fattore antigravitario si oppone in modo significativo alla prestazione. A ginnasti, ciclisti scalatori, saltatori in alto, arrampicatori sportivi, climbers o praticanti di corsa in montagna sono richieste bassissime percentuali di grasso, poco al di sopra del quantitativo di grasso essenziale che comprende i lipidi delle membrane cellulari, del sistema nervoso centrale, delle ossa e degli organi interni.

Nel ciclismo il grasso di deposito rappresenta una massa non attiva che va a determinare un effetto “zavorra”: in presenza di un elevato fattore antigravitario, nel rapporto massa magra/massa grassa la diminuzione di quest’ultima sarà determinante per rendere il risultato più favorevole.

In sostanza negli sport che richiedono il superamento di salite o che sono basati su movimenti effettuati direttamente contro la forza di gravità, la diminuzione del grasso di deposito e cioè del distretto corporeo che non partecipa alla produzione di energia e di movimento, è addirittura preferibile rispetto a un più elevato sviluppo della stessa massa muscolare.
Nel caso di invece di corsa effettuata in pianura, l’assenza di salite è controbilanciata dalla presenza o meno del fattore resistenza e durata dell'attività fisica

Va anche tenuto in considerazione che la totale eliminazione del grasso di deposito risulta essere il mezzo ideale per rendere più agevole ed economica la prestazione di resistenza sportiva nel ciclista scalatore.

Questa soluzione è fra l’altro largamente adottata dagli atleti di elite e professionisti che, agevolati dall’alto consumo di grassi corporei imposto dalla loro disciplina, gareggiano spesso con percentuali di massa grassa al limite del grasso essenziale.

Ciclista in salita

Il controllo del peso nel ciclista amatore

Sicuramente per l'amatore conta di più il controllo del peso che l'allenamento mentre per l'atleta o l’agonista mantenere un peso forma è fondamentale.

Per chi pedala per il piacere di andare in bicicletta e per sentirsi in forma il discorso è diverso: è purtroppo comune vedere principianti iniziare stressanti programmi di allenamento con dieci o più chilogrammi di sovrappeso. Oltre ad andare incontro a problemi tendinei e/o muscolari e a fare una fatica immensa, essi non possono sperare di migliorare le loro prestazioni se non migliorano la loro massa corporea, apportando adeguate modifiche all’alimentazione.

L'impatto sulla salute

Chi è decisamente in sovrappeso con indice di massa corporea IMC (peso/altezza in metri al quadrato) superiore a 25 dovrebbe limitarsi alla pianura, anche per non sforzare eccessivamente l'apparato cardiocircolatorio, perdere peso e poi iniziare con le salite più impegnative, dal momento che il sovrappeso accorcia la vita atletica del ciclista per via del fatto che i chili in più sono favoriscono infortuni per tendini, muscoli e articolazioni a causa delle forti sollecitazioni proprie dell'andare su salite in special modo fuori sella in piedi sui pedali.

Naturalmente nel momento in cui il ciclista deve smettere di correre per problemi vari, viene a perdere tutti i benefici salutistici della bicicletta.

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