Ciao Nico, raccontaci la tua esperienza...Quali sono state le principali difficoltà?

From zero to Monte Rosa è la quinta tappa di un progetto di record che prevedono la partenza da livello "zero" quindi dal mare, ( nella fattispecie il mare più vicino) ed il raggiungimento alla montagna che mi sono prefissato.
Alcuni record erano già esistenti, in alcuni ho abbassato il tempo, ed in altri ho stabilito un nuovo record da battere, comunque in tutti e 5 per il momento, i record mi appartengono.

Le difficoltà di queste imprese sono sostanzialmente sempre le stesse per quanto riguarda lo stress fisico che deve sopportare molto velocemente gli adattamenti alla quota in quanto l’ascesa è molto rapida, adattamenti meno stressanti e pericolosi a quote tipo Monte Rosa o Monte Bianco, ma decisamente al limite a quote oltre i 5.000 metri, tipo Aconcagua, Kilimangiaro o monte Elbrus, nel caso specifico del Monte Rosa la difficoltà maggiore è stata la totale assenza di soste se non per cambiare attrezzatura ed abbigliamento nella parte di montagna, in più il vento, la bassissima visibilità ed il freddo nei 500 metri di dislivello finali.

Come ti sei preparato per questa impresa?

La mia preparazione è costante ogni giorno. Cerco di fare lo “slalom” tra gli impegni, pedalo e corro, nel caso del Monte Rosa ho scelto di salire con gli sci d’alpinismo, mia altra grande passione, quindi negli ultimi 4 mesi ho fatto parecchio dislivello con gli sci, quasi sempre partendo da casa la notte per fare il più possibile e tornare ad un orario che mi permettesse di recarmi al lavoro e di dedicarmi ai miei figli.

Hai seguito un’alimentazione particolare?

L’alimentazione quotidiana è davvero molto importante, soprattutto con il trascorrere degli anni, non sono più giovanissimo quindi la cura dell’alimentazione è fondamentale affinché il “motore” organismo funzioni al meglio.
Premetto che mangio di tutto, cerco di eliminare tutti quegli alimenti che “grippano” il mio motore ma che per tutti non sono salutari, come ad esempio zucchero, non solo quello nel caffè del mattino ma in tutti gli alimenti che lo contengono: farine bianche, bevande gassate, grassi idrogenati,...Senza però essere mai ossessionato ma solo attento e cauto, per il resto un pò di tutto senza esagerare in nulla, tengo anche conto il fatto che io rappresento un’esempio per i miei figli e voglio che loro apprendano che il fattore alimentazione è molto importante per la qualità di vita che li aspetta.

Durante il record mi sono alimentato con riso, 2 ore prima della partenza, pane con formaggio spalmabile di capra bio e prosciutto cotto sgrassato, poi ho preparato il giorno prima una “pozione” segreta, composta da porridge, teff, semi di lino, uva sultanina, noci, cioccolato amaro bio, latte di riso…Una vera bomba molto digeribile  che ho mangiato calda in bici e soprattutto al cambio bike-skialp. Per il resto nella parte sci, barrette e gel, oltre ad acqua con sali e carboidrati.

Hai fatto uso di integratori? Quali e perché? 

I giorni pre-record, come quasi tutti i giorni, ho assunto integratori come:

 Omega 3 Ultra 75% ,1 g di VITA-C 1000Muesli 35% Protein e Crema d'Arachidi 50% Protein d’arachidi spalmata su formelle di crusca, accompagnate da Latte di riso o avena poi dopo allenamento e la sera Amino Essential  e prima di dormire uno shaker preparato con Yummy Whey Magnesio Gold.

Nelle ore precedenti alla partenza, 2 litri di acqua con aggiunta di Cyclo Carb più 1 g di VITA-C 1000, 5 Amino Essential. Durante l'impresa, ho bevuto acqua con limone e zenzero nonché 4 borracce di acqua con un mix composto da Vitargo ed Endurance Gold, che unisce carboidrati a rapida assimilazione, a lenta assimilazione ed elettroliti.
Ho aggiunto questo mix anche nel CamelBack che avevo durante la salita con gli sci. Nell’ultima parte in quota ho assunto anche alcuni gel energetici e 3 barrette Temptation. Nel cambio bike-sci ho assunto 5 Amino Essential e una capsula di Panax Ginseng.

In che modo ti hanno aiutato?

Gli integratori non fanno miracoli, ma aiutano, nel caso di sport di endurance a non avere cali di forma quasi mai, sia durante gli allenamenti e soprattutto durante le competizioni quindi direi che magari non fanno andare più velocemente ma non fanno calare le prestazioni tenendo sempre alto lo stato di forma e le energie sempre al massimo, ed anche se non sembra è comunque un piccolo “miracolo”.

Che consigli vorresti  dare a chi pratica sport di endurance?

Innanzitutto di capire se è davvero una passione, perché né gloria, né soldi ti possono convincere a pedalare o correre con qualsiasi condizione metereologica per giorni  e giorni senza dormire in situazioni spesso disagevoli, una volta capito questo allora di portare avanti questa passione con tutto il cuore perché ti dà soddisfazioni immense…

Per quanto riguarda l’allenamento di imparare ad ascoltare il proprio fisico e le proprie sensazioni, questo sport ti fa conoscere te stesso come forse nessun’altro, il raggiungimento dei limiti fisici e soprattutto mentali, sono un grande insegnamento non solo per lo sport, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Per ciò che riguarda l’alimentazione di non esasperare nulla, altrimenti in uno sport fatto di passione ed istinto si rischierebbe di snaturare quelle che sono le componenti principali, avendo però cura di evitare alimenti nocivi per l’organismo ed integrare per non andare in deficit energetico che porterebbe a cali importati anche per lunghi periodi.