Parliamo di dimagrimento: si avvicina l’estate e quindi la fatidica prova costume ed ecco che ci affrettiamo per migliorare il nostro fisico per apparire al meglio nella stagione calda.

I presupposti per un dimagrimento salutare e duraturo nel tempo sono: regime alimentare ed attività fisica contestualizzati e personalizzati. Non sempre però è così immediato innescare un dimagrimento o mantenere il peso acquisito, ed ecco che la natura ci viene incontro. Esistono infatti diversi principi attivi naturali, che possono coadiuvare la perdita di grasso e il consolidamento del peso. Essi agiscono su diversi livelli tra cui possiamo ricordare: aumento della termogenesi, stimolo della lipolisi, controllo dell’appetito.


Vediamo ora alcuni tra i principi attivi che possono esserci utili in concomitanza di una dieta dimagrante:

Cromo Picolinato 100 cpr

Il Cromo (Cr) è un micronutriente presente in tracce nel nostro organismo che gioca un ruolo chiave nel metabolismo glucidico perché regola la produzione di insulina e il cromo picolinato è una forma organica che ne migliora l’assorbimento. Pur non conoscendone le dinamiche specifiche, sappiamo che il meccanismo d’azione si esplica a livello del recettore dell’insulina (IR), amplificandone l’azione e quindi anche aumentando l’uptake di glucosio nella cellula. Così il glucosio entra nelle cellule e quello circolante (la glicemia) diminuisce.
Quindi il cromo picolinato è utile per renderci sensibili all’azione dell’insulina. Ciò è molto importante nel dimagrimento soprattutto se ad un corretto regime alimentare è associata l’attività fisica: il “danno” muscolare e il deficit energetico che si creano dopo un allenamento (nello specifico di controresistenza), insieme al cromo picolinato, contribuirebbero ad indirizzare il glucosio nelle cellule muscolari proprio sotto l’azione dell’insulina. A conferma di ciò, sembra che una carenza cronica di cromo predisponga alla resistenza insulinica e se c’è insulino-resistenza, non può esservi dimagrimento.
La dose efficace consigliata è di circa 200 mcg/die.


Carni Core 120 cpr
  • Si tratta di un derivato degli amminoacidi lisina e metionina la cui principale funzione si esplica a livello mitocondriale: la carnitina si lega e trasporta gli acidi grassi a lunga catena, che rilascia poi nei mitocondri, dove essi subiscono la β-ossidazione, ovvero l’insieme di reazioni chimiche che serve per ricavare energia sotto forma di ATP. Per la sintesi di carnitina sono indispensabili Vitamina B6, Niacina, Ferro e Vitamina C;
  • Da non sottovalutare l’effetto antiossidante indiretto dovuto ad un maggiore “consumo“ metabolico degli acidi grassi e quindi ad una minor presenza di substrati per la lipoperossidazione (ossidazione lipidica).
  • Un’alternativa alla carnitina è rappresentata dal suo derivato acetil-L-carnitina che migliora la biodisponibilità della molecola.

Il dosaggio consigliato di carnitina può variare molto e va dai 500 mg ai 2/3 g al giorno, di solito divisi in più assunzioni.

Presupposto per l’ossidazione dei grassi, è la loro mobilizzazione dal tessuto adiposo: dobbiamo cioè prima indurre la lipolisi e per farlo il prossimo integratore può rivelarsi molto utile.


Caffeine 180 cpr
  • Trattasi chimicamente di un alcaloide di origine naturale, cioè una sostanza con particolari effetti farmacologici sugli animali e sull’uomo. Il nome deriva dal fatto che è stata isolata per la prima volta dai chicchi del caffè, ma in realtà è presente anche in semi, foglie e frutti di altre piante come il guaranà, il tè, la cola o il yerba mate, che la producono naturalmente per difendersi e non essere mangiate. La caffeina è la sostanza psicoattiva (agisce a livello del sistema nervoso centrale) più diffusa e consumata al mondo. Viene anche utilizzata a scopo farmacologico in unione a terapie contro l’emicrania.

Le azioni della caffeina sono molteplici e mediate anche dai suoi metaboliti, teobromina, teofillina e paraxantina:

  • Stimola la produzione di adrenalina e noradrenalina e ne prolunga gli effetti. Queste due catecolammine inducono l’aumento del battito cardiaco e dell’afflusso di sangue ai muscoli e stimolano la termogenesi (in particolare dal tessuto adiposo bruno), aumentando il metabolismo basale;
  • Stimola la mobilizzazione degli acidi grassi a livello del tessuto adiposo, attivando l’enzima lipasi che ha azione, appunto, lipolitica;
  • Ricordiamo però che un eccessivo consumo di caffeina può essere controproducente per il dimagrimento poiché stimola la produzione di cortisolo
  • Il meccanismo d’azione a livello cellulare agisce in due punti: blocca l’inibitore dell’enzima adenilato-ciclasi e quindi aumenta la sintesi di AMP-ciclico a partire dall’ATP, e ne rallenta la degradazione perché inibisce l’enzima fosfodiesterasi, che trasforma AMPciclico in AMP. Questo, abbassa il “livello energetico” della cellula creando una maggiore richiesta energetica. Da dove verrà presa questa energia? Preferenzialmente dal tessuto adiposo! Ecco quindi spiegato perché la caffeina è un coadiuvante del dimagrimento.
    Si consiglia di non assumere creatina in concomitanza di caffeina, poiché quest’ultima ne diminuisce la biodisponibilità.

Anche per la caffeina le dosi necessarie sono molto variabili poiché sono anche dipendenti dalla sensibilità personale. E’ comunque consigliabile, per evitare il rischio di intossicazione, non superare i 500 – 1000 mg.

 

Garcinia 120 cpr


(Garcinia gummi-gutta) è una pianta tropicale, le cui proprietà nella perdita e mantenimento del peso corporeo sono ascrivibili al principio attivo chiamato acido idrossicitrico o HCA (dall’inglese hydroxycitric acid) che:

  • Stimola la sintesi di glicogeno nel fegato, segnale per il cervello che vi è abbastanza energia nel corpo. Infatti a livello del sistema nervoso centrale ha azione anoressizzante, tende cioè a sopprimere la fame sia stimolano i centri della sazietà che inibendo i centri nervosi dell’appetito;
  • Diminuisce l’assimilazione dei carboidrati poiché inibisce l’enzima alfa-amilasi, responsabile, insieme ad altri, della loro digestione;
  • Ha effetti nel controllo del metabolismo lipidico poiché inibisce l’enzima citratoliasi, responsabile di indirizzare “l’eccesso di energia” verso la sintesi degli acidi grassi perché produce acetil-coA, precursore di acidi grassi, trigliceridi e colesterolo. Questo è di particolare interesse anche nel caso di malattie cardiovascolari e/o metaboliche.
  • Tale effetto è ancor più marcato dopo un pasto ricco in carboidrati, quando ingeriamo quindi più energia del necessario e vogliamo evitare che venga accumulata sotto forma di trigliceridi nel tessuto adiposo.

Ala Gold 300 mg 60 cps

 
  • È una molecola anfipatica nota soprattutto per le sue proprietà antiossidanti. È infatti coinvolto nella rigenerazione di molecole antiossidanti ed essenziali quali il glutatione, l’acido ascorbico (la vitamina C) e la vitamina E. Queste molecole sono costantemente impegnate a caricarsi di elettroni (cioè ad ossidarsi) provenienti dai radicali liberi, rendendoli così innocui. È però necessario che gli antiossidanti siano riportati alla loro forma originaria, affinchè siano nuovamente pronti e questa è proprio una delle funzioni dell’acido lipoico che può caricarsi di elettroni.
  • Essendo una molecola anfipatica, è in grado di svolgere la propria attività sia in fase acquosa che lipidica, ed è quindi in grado di contrastare anche l’ossidazione delle proteine e del DNA;
  • Si rivela un ottimo alleato per prevenire il danno muscolo-tendineo esercitato dalle specie reattive dell'ossigeno (che sono un tipo di molecole come i radicali liberi) prodotte in grandi quantità durante allenamenti intensi.
  • Molto importante nel caso di un quadro lipidico alterato poiché previene l’ossidazione del colesterolo LDL, proteggendo quindi da malattie cardiovascolari;
  • Oltre a ciò ha un’importante azione insulino mimetica, migliorando la sensibilità all’insulina e quindi la tolleranza glucidica perché aumenta l’uptake di glucosio nelle cellule muscolari e nervose;
  • È cofattore di molti enzimi del ciclo di Krebs e quindi la disponibilità di ALA a livello cellulare ne aumenta l’efficienza.

Si consiglia generalmente un’assunzione giornaliera di Acido-Alfa-Lipoico dai 300 mg ai 600 mg, per almeno tre settimane.

 

Laura Pistolesi

Biologa Nutrizionista 

 
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